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Anatomia Esperienziale con il Dott. Jader Tolja

E’ interessante notare come il termine anglosassone, usato
per indicare le articolazioni, joints, (dal latino iunctus), ponga
l’accento sulla funzione di connessione da parte delle
articolazioni. Le articolazioni possono infatti essere
considerate, a seconda del punto di vista, un elemento di
disarticolazione e disgiunzione del corpo oppure di
connessione dello stesso.
Così, mentre un approccio mentale tenderà a considerare le
articolazioni come un fattore di separazione tra le varie parti,
un approccio corporeo tenderà invece a considerare le
articolazioni come elementi essenziali per la realizzazione
dell’integrità corporea.
La maggioranza delle forme di terapia e di movimento
praticate in occidente nascono da un approccio del primo
tipo e portano quindi ad una progressiva disarticolazione del
corpo, che finisce per essere considerato come somma di
parti invece che come unità funzionale.
Verificare esperienzialmente le conseguenze a livello fisico e
mentale del secondo approccio, come succede in tecniche
come il tai chi oppure il watsu, tanto per fare due esempi
che nascono da culture differenti, permette di esplorare e
sentire invece il ruolo attivo svolto dall’insieme del tessuto
connettivo, al fine di modulare e integrare organicamente il
movimento di ogni articolazione con tutte le altre.
In un corpo che è riuscito a ritrovare la propria integrità
biologica originaria liberandosi dalle interferenze mentali,
quando si muove un’articolazione si muovono anche tutte
le altre, per permettere alla trama connettivale di rimanere
integra ed assistere col suo insieme ogni singola
articolazione.

